
Perché TARIAN sceglie l'acetato — e perché questo conta
L'acetato non è un compromesso. È una convinzione.
Da TARIAN, ogni montatura inizia con un materiale. Non una tendenza, non una logica produttiva — un materiale. E quel materiale è sempre l'acetato.
Questa scelta non è convenzionale. È il risultato di una convinzione: l'eleganza e la responsabilità non si oppongono, e un bel oggetto deve essere anche un oggetto onesto. L'acetato porta naturalmente queste convinzioni. Ecco perché è al cuore di ogni paio che progettiamo.
Un materiale vivo, nato dalla natura
L'acetato deriva da fibre naturali e rinnovabili — cotone e legno — raccolte, essiccate, macinate e trasformate in granuli prima di essere pressate in lastre. Il risultato è un materiale che si avvicina più alla seta che alla plastica: morbido contro la pelle, leggero sul viso, traspirante a contatto con la cute.
A differenza delle alternative sintetiche, l'acetato è ipoallergenico, adatto a tutti i tipi di pelle, anche i più sensibili. E poiché è biodegradabile, ha un impatto ambientale inferiore rispetto alla maggior parte dei materiali utilizzati nell'occhialeria oggi.
La sua durabilità ha anche conseguenze ambientali: una montatura che mantiene la forma, resiste agli urti e non sbiadisce riduce la frequenza delle sostituzioni — e quindi dei rifiuti.
Un colore che attraversa la materia, non la ricopre
Ciò che distingue visivamente l'acetato è ciò che accade al suo interno. I suoi vari gradi di trasparenza permettono alla luce di attraversarlo, essere filtrata e trasformata. Il colore non è applicato in superficie — attraversa la materia stessa.
È per questo che le montature TARIAN in acetato catturano la luce in modo diverso ad ogni angolazione. Le sfumature hanno profondità. Le gradazioni non sono stampate — sono intrinseche alla lastra da cui viene ricavata la montatura.
Quasi la metà degli acetati utilizzati nelle montature TARIAN sono sviluppati esclusivamente per il marchio — colori, trasparenze e profondità non reperibili altrove. Ogni sfumatura è una scelta deliberata, realizzata in collaborazione con Mazzucchelli, uno dei più rispettati produttori di acetato italiani, i cui artigiani lavorano questo materiale da generazioni.
Dal disegno alla montatura: da sei a dodici mesi
Ogni montatura TARIAN inizia con un disegno — tracciato a mano da Jérémy Miklitarian nel suo atelier parigino. Il disegno determina la forma, il volume, le proporzioni. Una volta selezionato l'acetato, il lavoro inizia.
L'acetato è un materiale esigente. Richiede competenza in molte fasi — taglio, sagomatura, lucidatura, assemblaggio — ognuna eseguita a mano. Richiede anche tempo: tra il primo prototipo e la montatura finita che arriva all'atelier, passano da sei a dodici mesi. Il materiale deve essiccare. Il processo non può essere affrettato.
Il risultato è una montatura scolpita, non stampata. Lucidata, non rivestita. Assemblata a mano, in un gesto che rivela la bellezza naturale del materiale quanto ne garantisce la solidità.

Un'edizione limitata a 500 — per scelta, non per marketing
Ogni modello TARIAN è prodotto in una tiratura controllata di 500 pezzi numerati. Non è un dispositivo di marketing. È la diretta conseguenza di come vengono realizzate le montature: artigianalmente, da un materiale che richiede tempo, cura e competenza in ogni fase.
500 pezzi per modello. Ognuno numerato. Ognuno realizzato da lastre di acetato scelte per il loro colore, profondità e carattere specifici.
Non tutti gli acetati sono uguali
Nell'occhialeria di alta gamma, il materiale non è solo attore dell'identità estetica della montatura. La abita, la costruisce, ne guida la storia.
Da TARIAN, l'acetato è selezionato per la sua densità — più denso dello standard, più generoso in mano, più profondo nel colore. Mantiene la sua forma nel tempo. Resiste a graffi, urti e prodotti chimici. Non ingiallisce. Non diventa fragile.
Le nostre montature non raccontano solo una storia di artigianalità. Portano la convinzione che un bel oggetto debba essere anche un oggetto responsabile — e che i due non siano mai stati in contraddizione.


